Continua il gradimento per i prodotti alimentari italiani in Cina

Maggio, 2013

Secondo le statistiche sul commercio estero, il valore delle esportazioni di prodotti alimentari italiani in Cina avrebbe registrato un ulteriore incremento, dopo il successo già rappresentato nel +36,3% in febbraio. Tale risultato si deve in particolare a prodotti quali vino, olio di oliva, dolci e biscotti.

Un’ analisi condotta dell’ Organizzazione degli imprenditori agricoli italiani Coldiretti sui dati diffusi dall’Istat relativamente al commercio estero nel mese di febbraio aveva evidenziato come il settore alimentare italiano avesse registrato un aumento del 9,3 per cento delle esportazioni nei paesi dell'Unione Europea e del 19,1 per cento in quelli extra comunitari, anche grazie alla crescita della domanda del gigante asiatico cinese. In Cina, precisava la Coldiretti, l’Italia ha esportato cibo e bevande per un valore complessivo di 248 milioni di euro nel 2011, in aumento del 30 per cento rispetto al 2010. Tra i prodotti che preferiscono i cinesi, oltre ai vini, le cui esportazioni hanno raggiunto un valore di 67 milioni di euro (in crescita record del 63 per cento), ci sono l'olio di oliva con 24 milioni di euro (in crescita del 4 per cento), i dolci ed i biscotti con 10 milioni di euro (+ 20 per cento), la pasta con 5,3 milioni di euro (con un incremento del 60 per cento) e i formaggi con 2,7 milioni di euro (in aumento del 42 per cento). E', tuttavia, lo spumante italiano a far registrare il maggior aumento della domanda in Cina dove il consumo è più che triplicato nel 2011 (+ 235%), anche grazie alla presenza di almeno 2,7 milioni di persone con un patrimonio personale netto di oltre 6 milioni di yuan (oltre 600.000 euro) che apprezzano il cibo italiano, secondo il rapporto sul consumo dei beni di lusso da parte dei cinesi, redatto dalla Industrial Bank in collaborazione con l'Istituto di ricerca Hurun (www.agichina24.it).
“Il successo dell'imprenditoria italiana in Cina richiede, più di quanto sia necessario altrove, la messa a punto di un forte sistema Paese che deve imparare a coordinarsi, ad operare congiuntamente, a raccordare finanza, capacità costruttiva e know how gestionale e soprattutto saper accettare le sfide portate dalla concorrenza.”

Alessandro Fatovic

Camera di commercio italiana in Cina

Per quanto riguarda il settore agroalimentare, le opportunità appaiono pertanto sempre maggiori. In generale, tuttavia, nonostante una dinamica di mercato che vede i loro volumi in crescita, i prodotti alimentari italiani esportati in Cina rilevano ancora valori piuttosto marginali, rispetto al potenziale di consumo del Paese. La penetrazione dei prodotti alimentari italiani in Cina rimane ancora limitata per il persistere di ostacoli di carattere commerciale e culturale, per superare i quali la strategia potrebbe essere quella di ‘farsi accettare e farsi comprendere’, fasi propedeutiche al lasciarsi acquistare (Alessandro Fatovic, membro direttivo della Camera di Commercio Italiana in Cina). In tal senso, un fattore critico di successo potrebbe essere rappresentato dalla capacità delle realtà produttive italiane di unirsi in rete, al fine di conquistare una posizione più forte sul mercato cinese di quanto non riuscirebbero a fare individualmente.